Stanza di Ames

Il Sottomarino delle Illusioni

Sfida i sensi tra i coralli maldiviani

Tra i bassi fondali delle Maldive, si estendono le scogliere coralline tra le più grandi al mondo: un’area di oltre 4500 km2 che ospita una biodiversità straordinaria e quasi 300 diverse specie di coralli.

All’interno del Sottomarino delle Illusioni di IllusiOcean puoi immergerti in questo incredibile ecosistema a poche decine di metri dalla superficie, per conoscere da vicino gli organismi marini che qui trovano riparo.

Per farlo però dovrai acuire i tuoi sensi: se visto frontalmente il sottomarino può apparire come una normale stanza, ben presto ti accorgerai che non tutto è come sembra. Camminando da un lato all’altro dello spazio, vedrai le figure rimpicciolirsi o ingrandirsi e alghe e pesci trasformarsi in forme curiose.

La stanza di Ames: una stanza dove crescere e ridursi a colpo d’occhio

A IllusiOcean puoi sperimentare l’illusione prospettica della Stanza di Ames.

Creata nel 1946 dell’oftalmologo Adelbert Ames su ispirazione di un’idea dello studioso Hermann Helmholtz, questa camera presenta una struttura distorta e irregolare.

Guardata frontalmente da una piccola feritoia monoculare, la camera appare come una normale stanza a pianta perpendicolare, ma le figure che si muovono al suo interno sembrano gigantesche o minuscole, a seconda della loro posizione nello spazio.

La particolare conformazione trapezoidale della pianta, del soffitto e della parete di fondo produce infatti l’illusione di un’alterazione della prospettiva.
L’effetto ottico è dovuto all’influenza delle nostre esperienze passate e agli indici percettivi disponibili che ci portano a percepire l’immagine come priva di distorsioni: in questo modo, le figure disposte lungo la parete di fondo sembreranno alla stessa distanza, ma di dimensioni diverse.

La biodiversità marina delle Maldive

La prosperità delle Maldive è legata ai suoi ecosistemi, che sono parte dello stile di vita culturale e sociale degli abitanti.

Immagina di andare da Milano a Bari e di incontrare nient’altro che acqua e isole basse, con una superficie complessiva di terre emerse di 300 km2: una città di media grandezza in Italia!
Anche se abbiamo solo 1192 isole, ci sono almeno 2041 scogliere coralline, con una superficie 15 volte maggiore rispetto a quella terrestre. Un’area che forma il settimo sistema di scogliera corallina più grande esistente: ben il 3% della superficie corallina mondiale!

Se a causa della scarsità di suolo la biodiversità terrestre è limitata, la diversità biologica marina è straordinariamente ricca, rendendo l’ecosistema marino uno dei più vari al mondo. Qui possiamo trovare circa 250 specie di coralli, 36 di spugne, 285 di alghe, 400 di molluschi, 350 di crostacei e 80 di echinodermi.

Non è tutto: le acque maldiviane hanno un’alta diversità di cetacei, con 20 specie avvistate, e sono abitate da più di 1000 specie di pesci ossei, quasi 60 specie tra squali e razze e 5 di tartarughe marine. Alle Maldive vivono poi 170 specie di uccelli marini, di cui 103 protette.

La bellezza degli ecosistemi maldiviani

Spiagge bianche, mare dalle mille tonalità di azzurro, straordinaria vita marina, palme da cocco, sole e temperature costanti. Queste alcune ragioni che spiegano cosa renda le Maldive così speciali. Come un’oasi nel deserto, che diventa centro di vita e biodiversità, queste isole nel mezzo dell’Oceano Indiano costituiscono un punto di aggregazione e di vita, con importanza mondiale.

L’aspetto più affascinante è legato alle scogliere coralline, che forniscono la spiegazione più esaustiva ed inclusiva di tale successo: le Maldive esistono grazie ad esse.

Come si è formato un luogo così unico? Come mai queste forme geometricamente quasi perfette?
La teoria più accreditata ce la fornisce Darwin. Milioni di anni fa, presso l’attuale area vulcanica delle isole Reunion a sud-ovest dell’Oceano Indiano, si sono formati dei vulcani attorno a cui hanno iniziato a crescere coralli, formando reef marginali.
Col tempo, la subsidenza ha fatto scomparire i vulcani, ma i coralli hanno continuato a crescere formando in ultimo gli atolli. Le isole non sono altro che scogliere coralline che si sono disgregate: i coralli hanno infatti uno scheletro bianco candido di carbonato di calcio. Sgretolandosi, questo crea della sabbia che l’azione di vento e mare provvede ad accumulare, spiegandoci così i colori di spiagge e mare.

Curiosamente, anche i pesci pappagallo contribuiscono alla formazione delle isole con il loro erodere coralli e rilasciarli poi sotto forma di sabbia.

MaRHE Center: un centro per la salvaguardia dell’oceano

Inaugurato nel 2009 all’isola Magoodhoo (Maldive), il Marine Research and High Education Center (#MaRHECenter) ha un grande scopo: promuovere attività di ricerca nel campo delle scienze ambientali, del turismo, della geografia antropica, della biologia marina e molto altro.

Attraverso l’attenzione verso l’ambiente e la biodiversità, il centro punta a educare alla tutela dell’oceano e delle scogliere coralline, fondamentali per l’economia locale. Un’area caratterizzata da due attività vitali, legate direttamente alla salute dell’ecosistema marino: la pesca e il turismo.

Insieme al Ministero della Pesca Maldiviano, il MaRHE mira così a promuovere uno sviluppo sostenibile, attraverso la protezione dell’ambiente naturale maldiviano e la valorizzazione delle risorse umane, salvaguardando l’area dai rischi legati al cambiamento climatico e alle pressioni antropiche.